Arancina Siciliana

Arancina Siciliana
Arancine siciliane (Street Food)- Il Viaggio in Sicilia

L’arancina siciliana è una specialità della cucina siciliana, fa parte delle prelibatezze dello “Street Food siciliano”. Come tale, è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT), del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF), con il nome di “arancini di riso”.

“Si tratta di un piatto della cucina araba, fatto di riso profumato di zafferano arricchito di verdure, odori e di pezzetti di carne. Normalmente veniva servito al centro della tavola in un unico vassoio e, come era consuetudine anche dei nostri contadini, ognuno per mangiarne allungava le mani. Un giorno per renderlo da asporto, gli arabi, ne fecero una palla simile ad una arancia, di 8–10 cm, che impanata e fritta acquistò consistenza, tanto da resistere al trasporto. Inoltre parliamo di una vivanda che non va a male rapidamente e si mangia a temperatura ambiente”.


Ingredienti per 25 arancine

– Per il riso
1 Kg riso • 2,5 lt.  di acqua • 100 gr. burro • 30 g. di sale • 2 bustine di zafferano.

– Per il ragù
1 cipolla • 1 carota • 1 gambo di sedano • 2 foglie d’alloro • un pizzico di chiodi di garofano in polvere • 250 gr. tritato suino • 250 gr. tritato bovino • mezzo bicchiere di vino bianco • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro • 200 gr. di piselli surgelati • sale q.b. • pepe q.b. •,gr.250 di caciocavallo grattugiato.

Preparazione dell’arancina siciliana

– Per il riso
 Mettere gli ingredienti in una grande pentola antiaderente, partendo da freddo e lasciare cuocere, a fuoco medio e senza mai mescolare, fintanto che il riso non avrà assorbito tutta l’acqua
Rovesciare il contenuto della pentola in una teglia (placca) o altro largo contenitore per farlo raffreddare.

– Il ragù
In un tegame largo mettere la cipolla la carota e il gambo di sedano tritati finemente con un filo d’olio.
Fare andare a fuoco lento dopo qualche minuto versare la carne suina e la carne bovina e farla rosolare,
Quando la carne sarà rosolata, alzare la fiamma, sfumare col vino bianco e fare evaporare, aggiungere l’alloro e la polvere dei chiodi di garofano quindi i piselli ed il concentrato di pomodoro sciolto in un bicchiere d’acqua tiepida
Aggiungere altri due bicchieri d’acqua aggiustare di sale e di pepe e fare cuocere a fuoco lento per circa un ora e mezza
Finita la cottura fare raffreddare togliere le foglie d’alloro e quando tutto sarà tiepido aggiungere il caciocavallo mescolando .

– Assemblaggio
Prendiamo sul palmo della mano una manciata di riso e formiamo una palla, grande quanto un’arancia, apriamo poi questa palla appena formata e la riempiamo con la polpetta del ragù.
Chiudiamo a questo punto l’arancina compattandolo bene,per fare questa operazione è meglio tenere le mani ben umide.

– Cottura
L’arancino così formato va poi passato in una pastella leggera (lega), fatta di acqua e farina, piuttosto liquida e poi nel pangrattato.
Siamo così pronti per la frittura, che va fatta usando un tegame con abbondante olio di semi, appena l’olio sarà ben caldo immergervi un o più arancine in modo che vengano completamente sommerse dall’olio.
Subito dopo che avranno assunto quel bel colore dorato, sono pronte per tirarle fuori e farle intiepidire su della carta assorbente e… buon appetito!


Nella cultura di massa
L’arancina siciliana è considerato il prodotto di rosticceria più caratteristico della propria regione e quasi tutte le grandi città ne rivendicano la paternità. Questo atteggiamento fortemente campanilistico ha spesso acceso discussioni che oggi si sono diffuse a livello popolare anche grazie ai canali virtuali di discussione sociale, come blog, forum e altre forme di social network. In particolare nel comprensorio catanese si sostiene che la forma a cono si debba ad una ispirazione data dall’Etna: infatti tagliandone la punta esce dall’arancino il vapore che ricorderebbe il fumo del vulcano, mentre la superficie croccante della panatura e il rosso del contenuto ne rievocherebbero la lava nei suoi due stadi, calda e fredda.


Si chiama arancina siciliana o arancino siciliano?
“Anche se qualcuno è ancora convinto del contrario si chiama arancina. Si tratta di una palla di riso con la forma e il peso dell’arancia, quindi arancina. Se si fosse scelto il termine arancino avrebbe avuto la forma dell’arancio (l’albero) o di un ramo.
L’Accademia della Crusca è stata molto chiara in proposito: il frutto va al femminile, mentre l’albero da cui ha origine va al maschile. Il pero dà la pera, il melo dà la mela, l’arancio quindi l’arancia”.

A Palermo, accanto alle arancine troviamo per strada anche il pane con la milza, panino con panelle o crocchè (cazzille) o rascatura, la pizza-sfincione, le stigghiola, la frittola, il musso, il carcagnolo, la quarume, il polpo, l’aringa, e tutta una serie di pietanze da consumare in piedi: calzoni, spiedini, ravazzate.

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