Monte Etna: Vulcano

Monte Etna (Vulcano)- Il Viaggio in Sicilia


Il Monte Etna (Mungibeddu in siciliano) è un complesso vulcanico siciliano originatosi nel Quaternario e rappresenta il vulcano attivo terrestre più alto della Placca euroasiatica. Le sue frequenti eruzioni nel corso della storia hanno modificato, a volte anche profondamente, il paesaggio circostante, arrivando più volte a minacciare le popolazioni che nei millenni si sono insediate intorno ad esso.
Altitudine 3.350 metri s.l.m.

Il 21 giugno 2013 la XXXVII sessione del Comitato UNESCO, riunitasi a Phnom Penh in Cambogia, ha inserito il Monte Etna nell’elenco dei beni costituenti il Patrimonio dell’umanità.

L’Etna rappresenta un laboratorio naturale scientifico terrestre sulle aree vulcaniche e la sua intensa attività è osservata e raccontata sin dai tempi classici.  Se ne scrive infatti da circa 2.700 anni e questo rappresenta per l’Unesco “uno dei più documentati record mondiali nel campo dei vulcani“.

“I crateri, le ceneri, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata e un importante centro di ricerca internazionale con una lunga storia di influenza sulla vulcanologia, la geologia e altre discipline di scienza della terra” inoltre “la sua notorietà, la sua importanza scientifica, i suoi valori culturali e pedagogici sono di importanza mondiale”. Queste le motivazioni che hanno indotto l’Unesco a fare del vulcano siciliano un patrimonio mondiale.


Etimologia del nome

L’etimologia del nome Etna è da sempre dibattuta; sembrerebbe risalire alla pronuncia del greco antico itacista del toponimo Aitna (Aἴτνα-ας), nome che fu attribuito anche alle città di Katane e Inessa, che deriva dalla parola del greco classico αἴθω (aitho cioè bruciare). L’Etna era conosciuto nell’età romana come Aetna.

Gli scritti in lingua araba si riferivano ad essa come la montagna Ǧabal al-burkān o Ǧabal Aṭma Ṣiqilliya (“montagna – o vulcano – somma della Sicilia”) o Ǧabal al-Nār (“montagna di fuoco”); questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel letteralmente “monte Gibel” (dal latino mons “monte” e dall’arabo Jebel (جبل) “monte”) proprio per indicarne la sua maestosità, da cui Mongibello (o anche Montebello).

Il nome Mongibello è rimasto in uso comune per molto tempo e qualcuno continua a chiamare il monte zEtna con tale appellativo. Secondo un’altra teoria il nome Mongibello deriva da Mulciber (dal latino qui ignem mulcet – che placa il fuoco) uno degli epiteti con cui veniva chiamato dai latini il dio Vulcano, Le popolazioni etnee, per indicare l’Etna, usano a volte il termine gergale ‘a muntagna semplicemente nel suo significato di montagna per antonomasia. In tempi recenti il nome Mongibello è rimasto ad indicare la sola parte sommitale dell’Etna, ovvero l’area dei due crateri centrali e dei crateri sud-est e nord-est.




L’Etna sorge sulla costa orientale della Sicilia, entro il territorio della provincia di Catania ed è attraversato dal 15º meridiano est, che da esso prende il nome. Occupa una superficie di 1265 km², con un diametro di oltre 40 chilometri e un perimetro di base di circa 135 km.

Il vulcano è classificato tra quelli definiti a scudo a cui è affiancato uno strato vulcano; la sua altezza varia nel tempo a causa delle sue eruzioni che ne determinano l’innalzamento o l’abbassamento. Nel 1900 la sua altezza raggiungeva i 3.274 m. s.l.m. e nel 1950 i 3.326 m. Nel 1978 era stata raggiunta la quota di 3.345 m e nel 2010 quella di 3.350 m.

La sua superficie è caratterizzata da una ricca varietà di ambienti che alterna paesaggi urbani, folti boschi che conservano diverse specie botaniche endemiche, ad aree desolate ricoperte da roccia magmatica e periodicamente soggette ad innevamento alle maggiori quote.

Secoli e secoli di eruzioni hanno modificato il paesaggio circostante, trasformando la flora e la fauna mediterranea tipica della Sicilia in un ambiente suggestivo quasi lunare. Un ambiente  tutelato da un vasto parco naturale, il Parco Naturale dell’Etna, istituito nel 1987.
Il parco e lo stesso vulcano sono  visitabili grazie a numerosi sentieri naturalistici, aperti  a tutti. Inoltre il vulcano presenta diverse bocche sparse a varie altitudini, prodotte dalle varie eruzioni nel tempo, di facile accesso da parte dei visitatori e dei ricercatori e nelle quali vengono effettuate escursioni. Oltre quindi agli studiosi che ormai lo conoscono e lo studiano da anni, l’Etna rappresenta una meta interessante anche per i turisti che hanno un motivo in più per visitare la Sicilia e la bellissima provincia di Catania, in cui sorge il vulcano.

Un legame indissolubile quello tra Catania e il monte Etna: il vulcano domina la città dall’alto e ridisegna il panorama e il paesaggio.
Un paesaggio vasto e vario che va dalla fascia costiera affacciata sulle acque dello Ionio, alle vaste campagne interrotte da agrumeti e vigneti, dai fitti boschi di castagni e querce alla natura più brulla e quasi lunare pian piano che ci avvicina alla vetta dell’Etna, da cui  si gode di uno spettacolare panorama sulla Sicilia, fino all’isola di Malta.

Di notte poi, quando il vulcano è in eruzione, la vista sull’Etna è particolarmente suggestiva: l’impressionante fiume di lava che scorre lentamente lungo le pareti del monte e gli zampilli che ne fuoriescono a illuminare il cielo sono uno spettacolo unico e imperdibile.
Simbolo della Sicilia, l’Etna è una tappa fondamentale per chi visita questa magnifica terra, e d’inverno, quando la neve ricopre l’intero paesaggio, diventa anche un’attrezzatissima meta sciistica.


Da non perdere

All’interno dell’area protetta del Parco dell’Etna, da non perdere la Valle del Bove (depressione vulcanica), un’enorme conca sul versante orientale del vulcano, le cui pareti, alte fino a 1000 metri, sono incise da profondi canyon e la Grotta del Gelo, una imponente cavità vulcanica in cui si è formato un ghiacciaio perenne.


Turismo

L’Etna è meta ininterrotta delle visite di turisti interessati al vulcano e alle sue manifestazioni, in quanto si tratta di uno dei pochi vulcani attivi al mondo ad essere facilmente accessibile.
Sono presenti infatti anche guide specializzate e mezzi fuoristrada che in sicurezza portano i visitatori fino ai crateri sommitali.

– Sull’Etna è presente l’Osservatorio astronomico di Serra la Nave, una struttura dedicata all’osservazione del cielo sul visibile.
– Santuari sull’Etna  La peculiarità della montagna, un vulcano, interessato da fenomeni improvvisi, quali tremori e sismi, le sue attività piroclastiche ed effusive, l’associazione con il fuoco, hanno ingenerato nel corso dei tempi l’idea che fosse dimora di divinità. Sono sorti pertanto santuari e luoghi di culto sia sulle pendici che nelle alture più scoscese.


Sport praticati sul monte Etna

Sci  

L’Etna Nord ed Etna Sud sono le due località sciistiche sulle pendici del vulcano.
L’Etna si presta particolarmente agli sport invernali quali sci alpino, sci di fondo, scialpinismo, snowboard, sleedog. L’abbondante innevamento consente l’apertura delle due stazioni sciistiche presenti (una nel versante sud e l’altra in quello nord) in genere dalla metà di dicembre a primavera inoltrata. Nel versante sud (Etna sud), dal Rifugio Giovannino Sapienza, (Nicolosi) si può usufruire di una cabinovia da 6 posti, di una seggiovia biposto e di tre skiliftper raggiungere le piste. Il comprensorio meridionale offre circa 10 km di piste. Il versante nord (Etna nord) (Piano Provenzana, Linguaglossa, situato a 1825 m), è dotato invece di tre skilift e di una seggiovia. Nel versante est è presente il Rifugio Citelli, in comune di Sant’Alfio.

Escursionismo

Il massiccio è meta frequente per l’escursionismo sia montano sia legato all’attività vulcanica.

Alpinismo

Il Monte Etna, nell’antichità, fu meta di una visita dell’imperatore Adriano e la leggenda narra che fu anche il luogo di morte del filosofo Empedocle. Negli anni ’30 la Valle del Bove, lungo il versante occidentale del monte Etna, fu meta di alcuni alpinisti che esplorarono alcuni speroni rocciosi tracciandovi brevi itinerari poi caduti nell’oblio. Negli anni successivi l’evoluzione dei materiali e dell’arrampicata (soprattutto quella su ghiaccio) ha portato all’esplorazione sistematica delle pieghe della valle con l’apertura di grandiosi itinerari che sono tra i più lunghi e completi del mezzogiorno d’Italia quali: Serra Cuvigghiuni (1000 m, AD ma con passi fino al VI-); Serra Giannicola Grande (1000 m, PD+); Cenerentola (300 m, AD) e molti altri.

Ciclismo

La salita dell’Etna fino al Rifugio Sapienza (circa 1900 m s.l.m.) dalla costa catanese, classificabile come salita lunga e dalle medie pendenze, presenta un dislivello di circa 1850 m con pendenze medie del 6-7% ed è una delle salite più dure del Centro-Sud Italia. Oltre il Rifugio Sapienza la salita prosegue tortuosa su terreno sterrato per altri mille metri di dislivello fino alla Torre del Filosofo (2900 m circa) che ne fanno complessivamente la salita con il più elevato dislivello in Europa assieme al Pico del Veleta.

Corsa a piedi

Il 22 agosto 1982, per la prima volta, venne corsa una maratona di beneficenza; i partecipanti indossavano una maglia bianca con la scritta Corri Catania.
– Dal 2004, il vulcano è sede della SuperMaratona dell’Etna, maratona difficile con i suoi tremila metri di dislivello. La manifestazione sportiva parte dalla spiaggia di Marina di Cottone sul livello del mare e si conclude, appunto, sul vulcano a quota tremila.

– Dal 2012, nel primo weekend di agosto, sull’Etna si corre l’Etna Trail.

Automobilismo

Sulle strade del versante sud si è disputata, sin dal 1924, una gara automobilistica, la Cronoscalata Catania-Etna con partenza da Catania.


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