Palazzo Alliata di Villafranca

Palazzo Alliata di Villafranca
Palazzo Alliata di Villafranca- Laura Longo

Il palazzo Alliata di Villafranca è un palazzo nobiliare di Palermo, situato nel centro storico, nel mandamento Palazzo Reale; sorge sui resti di due precedenti palazzetti di proprietà di Don Aloisio Beccadelli di Bologna. Il complesso monumentale occupa l’intero isolato compreso tra il Cassaro e la retrostante via dell’università, costituendo il quarto lato della scenografica piazza Bologni. Alle origini bolognesi della facoltosa famiglia Beccadelli si deve il nome dell’antistante Piazza Bologni, precedentemente denominata “Piano d’Aragona”.

Alla morte di Don Aloisio, le due costruzioni furono acquistate da Francesco Alliata e Lanza, settimo Barone e terzo Principe di Villafranca e Duca di Sala di Paruta. Dal 1649, il Principe Francesco, appassionato d’arte e all’epoca Pretore di Palermo, si fece promotore dell’ampliamento delle strutture cinquecentesche che divennero a quel punto un unico grande palazzo, dimora principale della famiglia Alliata di Villafranca.

Dell’edificio seicentesco si conserva un’incisione realizzata nel 1713-1714 da Francesco Ciché, realizzata in occasione della discesa a Palermo del nuovo Re di Sicilia Vittorio Amedeo di Savoia.

Nel 1751 il palazzo fu pesantemente danneggiato da un terremoto. Un anno dopo, in concomitanza con le nozze di Giuseppe Letterio Alliata e Maria Felice Colonna, si decise di avviare i grandi lavori di ristrutturazione dell’edificio. Parteciparono a questi restauri gli architetti G. V. Vaccarini, F. Ferrigno e G. B. Cascione, gli stuccatori della scuola del Serpotta e il pittore G. Serenario per gli affreschi dei saloni, oltre a ceramisti napoletani ed abili ebanisti locali.

I lavori durarono dal 1752 al 1758 e comportarono un totale rifacimento della facciata, impreziosita da quattro statue in marmo raffiguranti Apollo, una figura femminile panneggiata di epoca romana, Vesta e Diana (gli originali, ora esposti all’interno del Salone dei Musici, furono spostati al Piano Nobile negli anni dell’ultima guerra mondiale e prontamente sostituite in facciata da copie di Vesta e Diana).

Sul prospetto si conservano ancora i due grandi stemmi in stucco delle famiglie Alliata – de Giovanni – Paruta – Colonna e Morra di scuola serpottiana, riprodotti fedelmente anche nel pavimento maiolicato del Salone dello Stemma al piano nobile.

Ai primi decenni del 1800 si devono gli interventi in stile neoclassico, apportati per volontà di Giuseppe Alliata e della moglie Agata Valguarnera. In particolare, questi lavori interessarono le alcove, il Salone Rosa, il Salone Giallo e la facciata.

Ulteriori restyling in chiave neogotica furono effettuati tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo. Le nuove sistemazioni interessarono il portale d’ingresso al Piano Nobile, lo scalone con la bella porta-vetrata firmata da Pietro Bevilacqua e la Sala dei Musici.

Nel corso dell’ultima guerra mondiale, a causa dei bombardamenti del 1943, il palazzo subì ingenti danni a cui seguirono, tra il 1950 e il 1960, interventi di restauro e consolidamento che mutarono per sempre l’aspetto originale del Piano Nobile e degli ammezzati.

Nel 1984, la Principessa Rosaria Correale di Santacroce, vedova di Giuseppe Alliata, donò il Palazzo al Seminario Arcivescovile di Palermo che negli ultimi anni lo ha voluto generosamente restituire alla fruizione dei Palermitani e dei turisti.

Il Palazzo ospita una collezione d’arte di notevole pregio storico ed artistico: la celebre “Crocifissione” di Antoon Van Dyck, le due grandi tele di Matthias Stom, “La lapidazione di Santo Stefano” e il “Tributo della moneta” (quest’ultimo ha rappresentato la Sicilia all’Expo 2015 di Milano), due opere di Pietro d’Asaro, “Il naufragio o Scena di pesca” e “Orfeo”, l'”Annunziata” di Pietro Novelli e i ritratti di famiglia esposti nel grande Salone dei Musici (tra gli altri, un ritratto della Principessa Marianna Valguarnera Ucrìa, resa celebre dal romanzo storico di Dacia Maraini “La lunga vita di Marianna Ucrìa” del 1990).

Un salto nella storia e nel fasto di uno dei palazzi più belli del settecento palermitano tra stucchi, maioliche, mobili, arredi e oggetti di produzione siciliana e non solo. Recentemente aperte al pubblico, la Stanza in stile impero interamente rivestita in cuoio pirografato (il fumoir), una tra le più grandi e preziose in Sicilia,  la graziosa Stanza del Tè e la Stanza Rosa, detta anche del Baccarà.


Orari di visita del Palazzo Alliata di Villafranca

Il Palazzo è regolarmente aperto al pubblico grazie all’Associazione Palazzo Alliata di Villafranca che cura le visite guidate del Piano Nobile.

Contributo d’ingresso: 5€.
Durata della visita: 30 minuti circa.
Da gennaio a marzo aperto il sabato e la domenica, dalle ore 10:30 alle 17:00.
Da aprile a dicembre aperto il venerdì, sabato, domenica e lunedì, dalle ore 10:30 alle 17:30. Per informazioni e prenotazioni: (+39) 3240715043 o palazzoalliatadivillafranca@gmail.com​


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