Villaggio bizantino di Calascibetta

Villaggio bizantino di Calascibetta
Villaggio bizantino di Calascibetta- Il Viaggio in Sicilia

Il villaggio bizantino è un insediamento rupestre  costituito da due chiese rupestri bizantine a due piani, 30 grotte adibite ad abitazione e due palmenti rupestri.

Il sito si sviluppa lungo il vallone Canalotto a circa 4 km da Calascibetta. È testimonianza della dominazione bizantina prima, e araba poi nel territorio siciliano. Il sito è composto da una serie di ambienti scavati nella roccia su cui si distinguono delle chiese bizantine con relativi colombarium, dei palmenti e il villaggio vero e proprio. Le tracce rinvenute mostrano l’organizzazione della vita quotidiana della comunità che si è mantenuta anche in epoca araba, quando venne costruito il qanat.

Storia del Villaggio bizantino

Nell’anno 535 iniziava in Sicilia l’occupazione bizantina con il generale Belisario, le sue conquiste si spinsero anche nel centro dell’Isola, modificando così usi e costumi della popolazione locale. I conquistatori bizantini portarono il loro patrimonio formale ed iconografico del cristianesimo primitivo.

Durante la dominazione bizantina, la popolazione dell’attuale Calascibetta viveva in piccoli villaggi, nelle campagne distanti solo pochi chilometri dall’attuale centro abitato. In seguito alla conquista araba le popolazioni delle campagne si trasferirono gradualmente sulla parte più alta della città, dove troviamo il primo nucleo arabo in grotte scavate nella roccia e caratterizzato da stradine strette e tortuose, come le Vie Balata e S. Agata.


Gli abitanti si erano strutturarti per vivere in modo del tutto autonomo, avevano trovato il modo di raccogliere le acque battenti sulle rocce, attraverso incisioni che in alcuni punti diventavano veri e propri canaloni. Le acque meteoriche venivano convogliate in recipienti scavati nella roccia, che a loro volta venivano suddivise in piccole vasche per un agevole utilizzo giornaliero.

Il villaggio bizantino è composto da due chiese rupestri a due piani e circa trenta grotte, utilizzate come abitazioni.
Sulle pareti si notano le piccole teche scavate nella roccia, che servivano per la deposizione di urne e vasi cinerari, dato che il culto dei morti seguiva ancora il rito cerimoniale romano, i defunti venivano cremati e le ceneri raccolte in vasi.
Il villaggio poteva contare anche sull’apporto idrico del torrente che scorre alla base del sito, che più avanti si getta nel vicino fiume Morello.

Il sito (villaggio bizantino) è gestito dall’associazione Associazione Culturale “Hisn Al-Giran” che ne consente la fruizione.


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